Giorno della Memoria 2026: riflettere sull’essenziale, insieme, fin da piccoli
In occasione del Giorno della Memoria 2026, i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo B. Gigli hanno intrapreso un intenso e partecipato percorso di riflessione su una delle pagine più dolorose della storia, affrontandola con linguaggi, strumenti e sensibilità adeguati alle diverse età.
Quest’anno, il libro scelto per la staffetta di lettura a livello comunale è stato Il pane perduto di Edith Bruck, una testimonianza potente e profonda. Proprio per la complessità dei temi trattati e per la difficoltà di una lettura diretta con i bambini più piccoli, l’istituto ha scelto di individuare un segno e una linea comuni che potessero unire tutti gli alunni, dai più grandi ai più piccoli, in un’unica esperienza condivisa.
Il pane è diventato così il simbolo centrale del lavoro svolto: un elemento semplice, quotidiano, essenziale. Attraverso il pane, i bambini sono stati guidati a riflettere sul significato dell’essenziale, su ciò che non dovrebbe mai mancare nella vita di una persona, e su quanto sia profonda e ingiusta la sofferenza di chi perde anche il minimo indispensabile per vivere.
Le attività sono state molteplici: racconti, conversazioni guidate, elaborati grafici, momenti di ascolto e riflessioni scritte e orali. Ognuno ha potuto esprimersi secondo le proprie possibilità, trovando nel simbolo del pane un linguaggio comune e accessibile.
Particolarmente commoventi sono state le parole dei bambini: pensieri semplici ma intensi, capaci di andare al cuore del messaggio del Giorno della Memoria. Pur nella loro giovane età, hanno dimostrato una sorprendente profondità d’animo, una naturale empatia verso la sofferenza dell’umanità e una forte attenzione all’altro, a chi è stato privato della dignità, della libertà e persino dell’essenziale.
Questo percorso ha confermato ancora una volta quanto sia importante educare alla memoria fin dall’infanzia, seminando valori di rispetto, solidarietà e consapevolezza storica. Ricordare non è solo un dovere verso il passato, ma un impegno per il presente e per il futuro: anche attraverso un gesto semplice, come condividere il significato di un pezzo di pane.

