A CACCIA DELLE FONTI PERDUTE

LE CLASSI QUARTE fanno LEZIONE ALL’APERTO

Una lezione interessante , a “Caccia delle FONTI perdute”, per capire

l’importanza dell’ACQUA nella vita dell’uomo.

 

Recanati, ottobre 2020 – E’ risultata di alto  gradimento la lezione che gli alunni delle classi quarte dei Plessi “Beniamino Gigli” – “Lorenzo Lotto”  – “Pittura del Braccio” hanno svolto all’aperto a “Caccia delle Fonti perdute”, insieme alle loro insegnanti.

In classe avevano parlato di fonti storiche, materiali, visive, iconografiche. La parola fonte, però, aveva fatto venire loro in mente anche una sorgente d’acqua, un fiume, una fontanella, una fontana.

Il Signor Marco Campagnoli, esperto di speleologia e grande conoscitore d

el territorio recanatese, in 

classe,  aveva parlato di acqua, di come si raccoglie, dei fiumi sotterranei che scavano la roccia, dei pozzi, delle cisterne e…delle FONTI.

Da un’antica mappa gli alunni avevano potuto osservare che, nel passato  a Recanati,  le fonti erano situate fuori dalle mura. Esse catturavano l’acqua dalle sorgenti sotterranee e la raccoglievano in superficie. Da queste gli uomini la prendevano  e la utilizzavano per bere, per lavare, per abbeverare gli animali, per irrigare i campi.

I bambini di ciascuna classe, a turno, guidati dallo speleologo Ettore Sbaffi, conoscitore dei segreti del sottosuolo, hanno vissuto un’avventura indimenticabile alla ricerca delle fonti  per la campagna recanatese. Partiti proprio da “Via alle Fonti”  hanno percorso circa sei chilometri, a piedi,  alla scoperta di ambienti inesplorati e architetture suggestive, a loro sconosciute.

Lungo il cammino hanno potuto osservare “La Fonte Piccola”, costruita nel Medioevo, ora chiusa con una porticina di legno che conserva i resti della cisterna sotterranea.  Più avanti hanno incontrato la “Fonte Grande”, ormai quasi interamente interrata, ma ancora ricca di acqua, segnalata dalla presenza  di un piccolo canneto.  A seguire hanno osservato un “pozzo”, molto profondo, chiuso in sicurezza con una grata in ferro.

Giunti sotto la zona S. Francesco, lungo i bordi di una strada, hanno scoperto la “Fonte del Ponte”, in muratura, con vasca scoperta e serbatoio sotterraneo, visibile dall’esterno, attraverso una botola.

Continuando il  cammino, lungo stradine immerse nella splendida campagna recanatese,  hanno poi raggiunto la “Fonte Provata”, una lunga e ben conservata vasca rettangolare in muratura, ancora piena d’acqua, profonda un metro e mezzo.  Lungo il bordo inclinato del lavatoio hanno notato delle piccole cavità che servivano per appoggiare il sapone quando le massaie andavano a lavare i panni.

Arrivati alla fine del percorso hanno visitato la “Fonte di Castelnuovo”, realizzata con un’architettura ad archi, molto bella e ben conservata: la più suggestiva tra tutte quelle incontrate.

L’esperienza vissuta è stata unica e davvero avventurosa, in bilico tra il rombo delle auto del nostro presente e la memoria storica del passato, raccontato in modo straordinario e affascinante dai resti delle antiche fonti di Recanati

 

Scritto da:
Gli alunni delle classi IV dell’I.C. B. GIGLI” - RECANATI

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