Giovedì 25 novembre anche in Italia si è celebrata la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La percentuale di donne vittime di violenza o uccise da parte di partner o di ex  in Italia cresce dell’8% in un solo anno: fino al 21 novembre 2021 il numero delle vittime è di 109 donne di cui 63 morte, un femminicidio ogni 72 ore. Dall’inizio del 2021 le vittime di femminicidio in Italia sono state 93, praticamente due a settimana: 63 di queste sono state vittime del partner o ex partner. Le donne uccise in ambito familiare/affettivo sono state 111 nel 2018, 94 nel 2019 e 99 nel 2020. 

Sono di pochi giorni fa i dati Eurostat sui femminicidi in Europa. Nel 2019 sono state uccise 1.421 donne, quattro al giorno. Il maggior numero delle vittime in Francia, 285, e in Germania, 276.Sono dati assoluti. Se si guardano invece i femminicidi rapportati al numero degli abitanti la media porta la Lettonia in testa con 4,06 ogni 100 mila abitanti, seguita da Cipro, Montenegro, Lituania, Malta e Finlandia.

La violenza sulle donne è un fatto che capita troppo frequentemente, tanto che è stata coniata una parola per indicare l’omicidio femminile in tutte le sue implicazioni, il femminicidio.

Questo termine, derivante dallo spagnolo feminicidio, fu usato per la prima volta da Diana H. Russell nel 1992, per indicare le uccisioni delle donne da parte di uomini per il semplice fatto di essere donna ed è stato introdotto in criminologia dalla criminologa Diana Russel negli anni ‘90

Durante la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne si celebrano cortei e iniziative, manifestando per la dignità e i diritti femminili. 

In Italia e in altri Paesi il rosso è il colore simbolo di questa giornata tanto che i cittadini posizionano nelle piazze e nei cortili delle scarpe rosse, panchine rosse e vari vestiti di questo colore per onorare e rappresentare le donne vittime di violenza.

Nel 2009 Elina Chauvet realizzò l’installazione Zapatos Rojos, ovvero ‘’Scarpette Rosse’’ a causa della morte di sua sorella vittima di violenze da parte del marito. 

Realizzò un centinaio di scarpette rosse, simbolo del sangue versato dalle donne vittime di violenza, posizionate per le vie e le piazze della città di CIUDAD JUAREZ per denunciare l’elevato numero di vittime rapite, uccise e stuprate nella città. Da allora l’installazione ha fatto il giro del mondo.

Secondo la nostra opinione questo terribile fenomeno deve essere eliminato al più presto, perché le donne devono essere trattate al pari degli uomini, senza nessuna distinzione, violenza o discriminazione.

Scritto da:
Minerva A. e Emma M., 2A
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