La guerra non è un videogioco

“La guerra non è un videogioco”. Questo è il messaggio che Asmae Dachan ha trasmesso ai ragazzi delle classi terze della scuola media San Vito di Recanati, durante un incontro tenutosi presso la sala conferenze del Campus l’Infinito il 12 dicembre.

Introdotta dalla professoressa Paola Scorcella, la giornalista ha iniziato il suo discorso mostrando su una carta geografica come sia esigua la distanza tra Siria e Italia, entrambe affacciate sul Mediterraneo.  

Dopo aver riferito in modo essenziale e chiaro le principali tappe della storia siriana (dall’occupazione francese, al colpo di stato di Hafiz al-Assad nel 1970, alla successione di Bashar al-Assad al padre nel 2000), la giornalista ha analizzato le cause della  guerra che sta lacerando questo territorio. 

La signora Dachan, in particolare, si è soffermata sulla “Primavera araba”, iniziata nel marzo 2011 negli stati del nord Africa (Marocco, Egitto, Algeria) e del Medio Oriente. Le popolazioni di questi Paesi, stanche delle dittature che limitavano la loro libertà,   sono scese nelle strade e nelle piazze per  manifestare il loro dissenso nei confronti dei rispettivi governi.

La ”Primavera araba” ha influenzato anche dei ragazzi siriani delle medie, che hanno preso coraggio e hanno scritto su un muro della loro scuola “Il popolo vuole la caduta del regime”. A seguito di tale azione, molti di essi sono stati arrestati, torturati e uccisi.

Come se non bastasse, il regime ha soffocato la manifestazione di un gruppo di ragazze che la scrittrice ha presentato agli alunni come le “spose della Siria”. A. Dashan ha mostrato agli studenti delle immagini nelle quali queste giovani donne, vestite con degli abiti da sposa per esprimere il loro amore per la patria, sorreggevano dei cartelloni con su scritto:  “Stop alle uccisioni. Vogliamo costruire un Paese per tutti i siriani”.

La giornalista ha poi fatto cenno a Ghias Bagar e a Padre Paolo Dall’Oglio. Il primo era un ragazzo siriano divenuto simbolo della Siria dopo aver affermato: “Il giorno in cui i carri armati verranno da noi, noi andremo da loro con dei fiori. Così faremo la pace”. Il secondo, italo-siriano, con cui lei stessa ha potuto parlare di persona, ha denunciato   la drammatica situazione in Siria al Papa e all’ONU. Esiliato dal regime di B. al-Assad per le sue dichiarazioni, nel 2013 Padre dall’Oglio è tornato in Siria come clandestino, ma da allora non si hanno più sue notizie.

 La visione dei video e delle foto proposti dalla scrittrice per testimoniare la tragica situazione della Siria ha suscitato sdegno e indignazione nei ragazzi. Notevole è stato l’ interesse per l’argomento trattato e molteplici le domande poste alla giornalista. Al termine dell’incontro i giovani  hanno chiesto ad Asmae Dachan quale fosse stata la sua più grande soddisfazione e lei ha risposto che ogni volta che è riuscita a portare un pezzettino di Siria nel cuore delle persone, si è sentita soddisfatta.

I ragazzi, infine, hanno consegnato alla giornalista del materiale scolastico e un contributo in denaro a favore di “ONSUR Italia”, un’ associazione no profit, che persegue fini di solidarietà sociale e di raccolta aiuti per sostenere il popolo siriano.

Martina A., Elena G.,  Noemi M.,  Nawal S., Matilde M., Matteo P.

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