Una divisa per Nino

Giovedì 3 marzo le classi 3^ D e 3^ E della scuola secondaria di I grado “M.L.Patrizi” hanno incontrato in videoconferenza Francesca La Mantia, autrice del libro Una divisa per Nino

Il libro, ambientato in epoca fascista, parla della storia di Nino, un bambino di 8 anni facente parte dei figli della lupa, fanatico della figura del DUCE. Il giorno dell’anniversario della marcia su Roma Nino avrebbe dovuto proclamare ad alta voce il giuramento fascista dinanzi al DUCE in persona, giunto in visita nella sua scuola. La notte prima del tanto atteso incontro con il DUCE Nino, che era andato a dormire vestito con la divisa nuova, si fece la pipì addosso per l’agitazione, sporcandosi i pantaloni. Per colpa di questo fatto l’indomani Nino non poté incontrare il DUCE e fu messo in punizione dalla maestra in fondo al cortile della scuola insieme ad altri bambini che non avevano un abbigliamento adeguato; tra questi c’era Gabriele Ruggerini, il cui padre era iscritto al partito socialista e per questo motivo era malvisto dai vicini di casa. Passati un po’ di giorni dall’accaduto la madre di Nino, segretamente, strappò la divisa del figlio e la diede alla moglie di Ruggerini (madre di Gabriele), che era una sarta, in modo da far guadagnare un po’ di soldi alla famiglia Ruggerini. Inoltre, la madre di Nino fece trascorrere del tempo a suo figlio con il padre di Gabriele, il quale si dimostrò una persona gentile e comprensiva; sempre Ruggerini si confrontò con Nino e gli parlò dell’inutilità della guerra. In quello stesso periodo il fratello maggiore di Nino tornò dalla guerra in Etiopia, ma si mostrò completamente cambiato: era diventato pazzo,  non parlava quasi mai e disegnava scarabocchi neri e mostri che combattevano con i soldati. Questi cambiamenti nel fratello fecero nascere in Nino la paura della guerra. Una sera, poi, cinque uomini con le divise nere e i bastoni in mano si diressero alla casa dei Ruggerini e uccisero il padre. Dopo diversi giorni Nino e Gabriele diventarono migliori amici ed entrambi decisero di non partecipare alle parate fasciste organizzate dalla scuola. 

Dal giorno in cui Nino non aveva potuto incontrare il DUCE era iniziato, quindi, per lui un percorso di crescita e di formazione che lo avrebbe portato a conquistare il bene più prezioso: la libertà.

Noi studenti abbiamo potuto fare diverse domande all’autrice, la quale  a sua volta ci ha guidato in un’analisi attenta del libro e dei personaggi. La storia di Nino ci ha fatto riflettere sul valore della libertà e su che cosa significhi veramente essere liberi.

L’autrice alla fine della discussione ci ha fatto capire il potere della propaganda fascista e come funzionasse la società di quei tempi, facendo anche riferimento alla attuale situazione in Russia e ad altri stati del mondo dove la censura non permette alle persone di essere libere.

Scritto da:
Articolo a cura di Edoardo G., Edoardo P., Samuel S., cl 3E

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