Greta Thunberg, ragazza svedese di sedici anni, nel dicembre scorso è salita sul palco della COP24; ha voluto avvertire le persone di tutto il mondo che quest’ultimo sta cambiando e che bisogna prendere provvedimenti affinché le nuove generazioni possano vivere in un mondo migliore. Da agosto 2018 manifesta davanti al Parlamento svedese per chiedere al suo governo un impegno concreto per contrastare l’emergenza climatica. 

Ma non è l’unica perché negli ultimi anni in tutto il globo sono nati movimenti giovanili di protesta perché è ai giovani che si sta rubando il futuro. E così hanno deciso di protestare anche loro, ogni venerdì, davanti alle sedi delle istituzioni locali.

Già, devono contribuire tutti. Questo è un movimento pacifico e aperto. Sono persone ispirate all’attivismo di Greta Thunberg, di una semplicità quasi inimmaginabile, che ha detto: « Abbiamo bisogno della speranza, certamente. Ma più ancora della speranza, ci serve l’azione. Quando inizieremo ad agire, troveremo ovunque motivi per sperare. Quindi, invece di affidarci alla speranza, dedichiamoci all’azione»

Chiedono al Governo italiano e alle istituzioni dell’Unione Europea:

l’attuazione oggi stesso della transizione dal modello fossile a quello delle energie pulite e rinnovabili, per evitare all’Italia, all’Europa e al mondo intero gli effetti degli sconvolgimenti climatici: catastrofi naturali, gravi carestie e i conseguenti fenomeni migratori fuori scala. Chiedono di abbattere il 50% delle emissioni di gas serra rispetto all’epoca preindustriale entro il 2030, per raggiungere ZERO emissioni nel 2050.

Per venerdì 15 marzo è stato organizzato uno sciopero a livello planetario di studenti che si batteranno per questa causa.

 

Angelica B., Elena O. e Margherita T.

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