“Il sogno di un’altra scuola. Don Lorenzo Milani raccontato ai ragazzi”

L’autore de “Il Sogno in un’altra scuola” è Eraldo Affinati, la casa editrice  “Il Battello a vapore”. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel settembre 2018. La storia narra la vita di Don Lorenzo Milani raccontata a sei ragazzi: Tao, Amina, Mohamed, Romoletto, Manuela e Sofia.

Lorenzo Milani è nato a Firenze il 27 maggio 1923, in viale Principe Eugenio numero 9, oggi conosciuta come viale Antonio Gramsci. Lorenzo amava andare in bicicletta, tanto che un giorno andò a vedere il Papa pedalando per tutto il tragitto da Firenze a Roma. Aveva un fratello e una sorella. Volendo seguire Don Raffaello Bensi, il 9 novembre1943 Lorenzo entrò nel Seminario Maggiore di Cestello; ci restò quattro anni, ovvero fino a quando fu ordinato sacerdote. La madre, nonostante non fosse credente, approvò la scelta religiosa del figlio, senza mai opporsi. Da quel momento Don Lorenzo cominciò a scrivere le sue famose lettere, soprattutto alla madre: le raccontava quello che stava vivendo e come lo stava affrontando. Divenne ufficialmente sacerdote nel 1947. Il 9 ottobre dello stesso anno, arrivò la tanto desiderata nomina: cappellano a San Donato di Calenzano, nord di Firenze. Una delle prime operazioni in cui si impegnò nel nuovo ruolo di cappellano fu quella di ricostruire una vecchia chiesetta nei pressi di Calenzano e vi lavorò sodo. Successivamente verrà “esiliato” dalle gerarchie ecclesiastiche a Barbiana, che non si trova neanche oggi sul navigatore, essendo un paese molto piccolo. Qui costruirà una nuova scuola, in cui insegnerà a tutti i ragazzi del paesino. Le famiglie, inizialmente, non si fidavano di Don Lorenzo, poi manderanno tranquillamente i figli nella scuola del sacerdote. Si stava a scuola tutti i giorni dell’anno, per molte ore al giorno, incluse le feste, ma ai ragazzi non importava di tutto questo tempo passato a scuola, perché a loro piaceva molto lo stile di Don Milani, ovvero il maestro  insegnava facendo svolgere dei lavori che riuscivano a far capire quello che c’era da sapere, iniziando a sperimentare un nuovo metodo: la scrittura collettiva. Appena avuta l’occasione, il priore condusse gli alunni barbianesi a Milano per far loro vedere l’Opera Lirica alla Scala; se li portò a Roma, alla Camera dei Deputati e alla Basilica di San Pietro; li mandò anche all’estero a trovare un lavoro e a studiare le lingue, perché secondo lui gli studenti dovevano viaggiare, sprovincializzarsi, conoscere il mondo, incontrare persone, saper guardare oltre la propria porta di casa, in due parole: diventare uomini. Don Lorenzo chiese di essere seppellito a Barbiana, paese a cui si è legato molto nel corso degli anni. La sua vita si è conclusa il 26 giugno 1967; a cinquant’anni dalla sua morte Papa Francesco si è recato con un pellegrinaggio a Barbiana per pregare Don Lorenzo e ringraziarlo di tutto quello che ha fatto.

 

Il libro è bello, perché racconta la storia di un personaggio affascinante: un uomo giusto, corretto, che agisce con molta convinzione, senza aver paura di sbagliare, lo si deduce dal fatto che don Lorenzo nel suo operato si comporta con fermezza, ad esempio quando è stato esiliato a Barbiana, non si è dato per vinto, ha lavorato sodo e si è guadagnato il rispetto di tutti. Per poter dare una buona istruzione e formazione ai ragazzi, ha insegnato lui stesso.

Don Lorenzo Milani è un grande personaggio, ha messo in pratica un nuovo modo di insegnare, attuando e trasmettendo i valori della Chiesa ovvero rispettare se stessi, gli altri e la natura; si è impegnato a sviluppare e a mettere al servizio degli altri le doti di ciascuno, ha insegnato ad aiutare le persone più deboli e che si trovano in difficoltà.

Il linguaggio de “Il sogno di un’altra scuola” non è di difficile comprensione, non presenta particolari difficoltà di lettura. Bella è l’idea di raccontare Don Milani parlandone con sei ragazzi che con le loro domande e osservazioni contribuiscono a spiegare in maniera chiara la vita del priore di Barbiana.

Il libro è adatto a tutte le età, ma a partire dai ragazzi delle medie.

Scritto da:
Filippo P.

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