Visita al frantoio Guzzini Fuselli

Il giorno 5 Novembre 2018, i ragazzi della scuola “M. L. Patrizi”: 2° E, 2° A e 2° C, si sono recati a piedi al frantoio “Fuselli e Guzzini” in Via Ceccaroni, 7 Recanati.   

Il percorso dell’olio è iniziato con la visita al frantoio perché non è stato possibile fare la raccolta presso la scuola.

La raccolta è la prima parte della produzione dell’olio; essa viene svolta dai contadini che stendono, sotto l’albero, una grande rete con buchi molto stretti in modo da non far passare gli acini d’oliva e farli rimanere all’interno della rete. L’oliva viene fatta cadere con dei piccoli rastrelletti a forma di mano che vengono fatti entrare in mezzo al rametto e, tirando il rastrello verso il basso, si fa cadere le olive nella rete.                                                                                                                                  

Ai giorni d’oggi invece si usano macchinari più veloci ed efficaci come rastrelli manuali elettrici o grandi macchinari usati con i trattori. In seguito le reti vengono travasate in delle cassette di platica, bucate per far respirare le olive durante il tragitto verso il frantoio, dove vengono scaricate, pesate; fatta tutta la lavorazione si ripesano le taniche di olio per vedere la resa ottenuta annualmente.                                         

Una volta arrivati, la loro guida Laura Fuselli, ha accolto e divise le classi in due gruppi, uno è andato al piano superiore, mentre l’altro è andato con la guida a vedere i macchinari per la lavorazione dell’oliva.  

A questo gruppo Laura ha detto che le olive vengono raccolte verso Ottobre/Novembre, infatti questo è il miglior periodo per la raccolta, mentre la potatura avviene verso Marzo/Aprile. Mentre il primo gruppo era a visitare le macchine, l’altro gruppo ha fatto merenda e successivamente si sono riuniti tutti i ragazzi e insieme hanno mangiato una bruschetta con l’olio del frantoio.

Finito lo spuntino, Laura ha spiegato a tutti la tecnica per l’assaggio dell’olio, cioè lo strippaggio. Questo consiste nel mettere in bocca una quantità di olio pari ad un cucchiaino e poi aspirare l’aria dall’esterno all’interno della bocca, bisogna usare un bicchiere blu, perché in questo modo l’assaggiatore non viene influenzato dal colore dell’olio; esso può avere un colore che tende più sul giallo, come l’olio dell’Ascolana, o un colore che tende al verde, come l’olio della Coroncina; per quanto riguarda l’odore, quello dell’olio extra vergine d’oliva deve ricordare quello dell’erba appena tagliata. L’olio è extra vergine d’oliva quando possiede queste caratteristiche: acidità, piccantezza (quindi contiene polifenoli), vitamina E (salutare per il nostro corpo) e perossidi. Tra tutti gli oli quello extra vergine d’oliva è il migliore perché contiene delle sostanze più salutari per il nostro organismo.

Successivamente i ragazzi sono andati a vedere la lavorazione delle olive.

Le olive arrivano al frantoio, vengono travasate su un nastro trasportatore che le porta fino a una “lavatrice”, dove vengono separate dalle foglie e lavate con acqua fredda per due motivi: uno perché le olive toccando terra si sporcano, quindi bisogna uccidere i germi della terra, e l’altro motivo è che le olive arrivate al frantoio hanno una temperatura alta, quindi con l’acqua fredda si abbassa la temperatura. 

Un seguente nastro porta le olive fino alla macina, dove vengono schiacciate solo una volta, perché al giorno d’oggi vengono usati macchinari molto più efficaci e veloci, ma la vera macchina che schiaccia le olive è la gramolatrice, da cui viene estratto l’olio e scartato il nocciolo, con il quale ci si può riscaldare bruciandolo in una stufa come se fosse pallet. Poi si passa ai decanter, dove avviene la separazione dell’acqua e dell’olio dalla sansa. L’olio viene messo in taniche d’acciaio inox che non si rovinano e ogni anno a Settembre i bidoni vengono lavati con la soda caustica e non con l’aceto perché l’odore rimarrebbe e cambierebbe quello dell’olio.

Nelle Marche i tipi di olive sono 30.

Quest’anno la produzione nelle Marche è stata scarsa circa il 40/50% per due motivi:

  • il primo è che a Febbraio c’è stata una grande gelata;
  • il secondo che a Settembre c’è stata la mosca olearia (incrocio tra mosca e zanzara) che ha attaccato gli ulivi.

Infine l’olio venduto, viene imbottigliato ed etichettato mentre l’olio del contadino va restituito al proprietario. Le bottiglie possono essere di colore scuro perché in questo modo i raggi del sole non lo rovinano. La rendita può essere poca o molta. Poca quando rende il 9-10%, molta quando rende il 15%.

Finita la visita tutti gli alunni hanno ricevuto una bottiglietta d’olio a testa e sono ripartiti per tornare a scuola. Questa esperienza ha fatto capire, il lavoro che c’è dietro ad una singola bottiglia di olio extra vergine di oliva, che sicuramente da quel giorno tutti i ragazzi apprezzeranno maggiormente.

Matteo B., Filippo S.

 

 

 

 

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Scuola Patrizi

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